Quali trattamenti farmacologici e/o chirurgici possono essere adottati per curare l’ipertono?
Per quanto riguarda il trattamento farmacologico, esistono vari farmaci che si sono rivelati utili: i più diffusi ed efficaci sono il baclofene, alcune benzodiazepine come il diazepam e il clonazepam e la tizanidina. Il dantrolene, in passato molto usato, non è più in commercio in Italia. Promettente sembra, ma ancora vincolata a una normativa restrittiva, la cannabis sativa. La clonidina, che è un farmaco antiipertensivo, è stata utilizzata per via transdermica (in cerotti) come antispastico con risultati controversi. Senza entrare nel dettaglio delle singole molecole e precisando che il trattamento farmacologico, in ogni caso, deve SEMPRE essere effettuato ESCLUSIVAMENTE su prescrizione del medico, ricordiamo che i farmaci antispastici sono normalmente somministrati per via generale (solitamente per via orale), anche se oggi vi è la possibilità di trattare l’ipertono mediante infusione di farmaci direttamente nel muscolo, a livello del nervo motore o in prossimità del midollo spinale.
Il trattamento per così dire “tradizionale” deve rispondere a criteri ben precisi che rappresentano, peraltro, criteri validi per ogni tipo di trattamento farmacologico: il dosaggio del farmaco deve essere quello minimo capace di ridurre la spasticità, senza determinare fenomeni di accumulo e di interazione con altri farmaci, deve essere ben tollerato dal paziente e la scelta della molecola deve ricadere su quella con efficacia maggiore; si deve ottenere una significativa riduzione dell’ipertono e nel contempo evitare la fatica muscolare.
Gli interventi di chirurgia funzionale trovano indicazione nel trattamento della spasticità focale in casi estremamente selezionati.
Possono essere effettuati interventi di tenotomia (resezione dei tendini), di trasposizione e allungamento tendineo, di neurectomia selettiva (sezione dei nervi che afferiscono ai muscoli spastici).
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Quali sono le basi fondamentali del trattamento fisioterapico-riabilitativo della spasticità?
Questo tipo di trattamento è basato su tecniche largamente diffuse e conosciute, la cui efficacia è comunque di breve durata e mai definitiva. Ricordiamo lo stretching (stiramento) muscolare, la mobilizzazione articolare passiva, le posture (in particolare l'ortostatismo e la deambulazione), il rilassamento (eventualmente con biofeedback elettromiografico nelle lesioni incomplete), l'elettrostimolazione con elettrodi impiantati e con elettrodi di superficie (del muscolo antagonista, del muscolo agonista, del dermatomero), il confezionamento di splint funzionali inibitori, l'applicazione di freddo (crioterapia), l'anestesia locale. Il massaggio, che si utilizza diffusamente per rilassare le contratture della muscolatura sana, sembra meno efficace o addirittura controproducente sul muscolo spastico. Per il trattamento della spasticità sono state proposte anche le onde d'urto, inizialmente nate per frantumare i calcoli renali e poi applicate anche a patologie degenerativo/microtraumatiche muscolo-tendinee. Infine, last but not least (ultima ma non meno importante), l'idrochinesiterapia che verrà approfondita più avanti.
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