Quali sono le strutture del sistema nervoso somatico e autonomo coinvolte nella regolazione dell’erezione e dell’eiaculazione?
L’afflusso di sangue attraverso le arterie peniene è controllato dal sistema nervoso autonomo (simpatico e parasimpatico) ed è modulato da stimoli provenienti dai centri corticali superiori (encefalo).
I corpi cavernosi del pene ricevono fibre dal parasimpatico sacrale (S2-S4) attraverso i nervi pelvici e dal simpatico toraco-lombare (T12-L2) attraverso i nervi ipogastrici: l’attivazione dei due sistemi determina l’erezione. Le afferenze sensitive provenienti dalla cute del pene (in particolare dalla sua parte distale: glande) sono veicolate dai nervi pudendi (radici posteriori di S2-S4).
L’eiaculazione, fenomeno riflesso regolato dal sistema nervoso simpatico toraco-lombare e dai centri somatici sacrali, viene distinta in “emissione” e in “eiaculazione propriamente detta”.
L’emissione è rappresentata dalla progressione degli spermatozoi lungo il dotto deferente e dalla secrezione del liquido seminale dalla prostata e dalle vescichette seminali nell’uretra: tale attività è controllata dal sistema nervoso simpatico toraco-lombare (T9-L1).
L’eiaculazione propriamente detta è costituita dalla contrazione tonico-clonica della muscolatura striata del piano perineale (in particolare dei muscoli bulbo-cavernosi e ischio-cavernosi), che consente l’espulsione violenta ed immediata all’esterno dello sperma accumulato a livello dell’uretra prostatica: questa attività è regolata dai centri somatici S2-S4 attraverso le fibre dei nervi pudendi.
Le afferenze sensitive provenienti dal pene (in particolare dal glande) sono veicolate anch’esse dai nervi pudendi (radici posteriori di S2-S4).
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Da quali organi è composto l'apparato genitale femminile e quali sono le sue funzioni?
L’apparato genitale femminile è costituito dalle ovaie (all’interno delle quali si trovano gli ovuli, le cellule femminili della riproduzione), dalle tube uterine, dall’utero, dalla vagina e dalla vulva (o genitali esterni). La funzione riproduttiva (formazione del materiale riproduttivo o ovogenesi, fecondazione, gravidanza e parto) nella donna inizia con la comparsa delle mestruazioni e termina generalmente verso i 45-50 anni (menopausa). Durante questo periodo, ogni 28 giorni circa, avviene l’espulsione di un ovulo dalle ovaie: l’ovulo migra nell’utero attraverso le tube uterine, dove può avvenire la fecondazione. La fecondazione consiste nella penetrazione dello spermatozoo nell’ovulo; di solito tale processo si realizza durante la permanenza dell’ovulo nella tuba. L’uovo fecondato giunge poi nella cavità uterina e si fissa nella mucosa dell’utero: dall’uovo fecondato, in seguito a successive segmentazioni, ha origine un numero sempre più grande di cellule che formano dapprima l’embrione, quindi il feto e in parte anche gli annessi fetali. Normalmente, dopo nove mesi (gravidanza), si verifica il parto, cioè l’espulsione del feto dall’organismo materno in seguito a ripetute contrazioni della muscolatura liscia della parete uterina.
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