Quali sono le più frequenti complicanze delle lesioni da decubito e come è possibile intervenire?
La più frequente complicanza delle lesioni da decubito è costituita dall’infezione superficiale che, a sua volta, può evolvere in ascesso o osteomielite.
- Infezione: va distinta dalla colonizzazione, che è una contaminazione della piaga da parte di germi normalmente presenti sulla cute o nell’intestino e che può essere tollerata se rimane asintomatica. Quando i germi provocano anche la produzione di essudato più abbondante, molte volte maleodorante, o altri sintomi, si parla di infezione. Questa è una condizione che deve essere trattata, di solito con antisettici/disinfettanti e antibiotici (locali o sistemici), sempre naturalmente su indicazione medica o infermieristica.
- Ascessi: si realizzano quando l’infezione si propaga ai tessuti sottostanti (sottocutaneo), con raccolte di pus che possono comunicare, mediante fistole, con organi interni o verso l’esterno. In questi casi, il medico ricorre alla terapia antibiotica sistemica, spesso accompagnata da incisione/drenaggio o lavaggio profondo con antisettici o acqua ossigenata, per prevenire pericolose setticemie.
- Osteomielite: se l’infezione si estende dall’ulcera da decubito alle strutture ossee vicine, può essere causa di osteomielite. L’osteomielite può determinare la distruzione dell’osso e delle articolazioni e costringe il paziente a prolungati periodi di immobilizzazione a letto. Può cronicizzarsi: in questo caso si ricorre spesso all’intervento chirurgico per “ripulire” la cavità ascessuale che si forma all’interno delle ossa. La migliore “cura” di queste possibili complicanze è, come al solito, costituita dalla prevenzione, basata soprattutto sulla sterilità e sulla puntualità delle manovre di detersione e medicazione della piaga, nonché sull’accurata igiene delle aree circostanti.
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Esiste anche la possibilità di trattare chirurgicamente le piaghe da decubito?
Se il trattamento locale non determina la guarigione (crescita del tessuto di "riparazione" dall'interno e riepitelizzazione) della LDD, è necessario ricorrere a un intervento chirurgico di plastica cutanea. Lo scopo è quello di ricoprire l'ulcera con cute vascolarizzata (cioè dotata di proprie arterie e vene) così da facilitare la "chiusura" definitiva della piaga. Gli interventi più efficaci sono rappresentati dai cosiddetti lembi autoplastici miofasciocutanei: si tratta di prelevare tessuto muscolare, sottocutaneo e cutaneo e trasferirlo nella sede della lesione con il proprio fascio vascolo-nervoso (peduncolo) in modo da mantenerlo autonomo. La tecnica chirurgica (lembo di rotazione, di scollamento, plastica
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Questo documento fa parte del libro Blue Book, 201 risposte alla mielolesione ed è stato realizzato grazie alle vostre donazioni.
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