Quali sono le fasi essenziali per procedere a un corretto autocateterismo?
Dopo aver preparato adeguatamente il catetere e lavato accuratamente mani e genitali, si procede in questo modo:
- Seduti sulla tazza, ricercare la posizione più comoda per le operazioni successive.
- Per chi esegue la manovra disteso, la posizione ideale viene appresa durante l’addestramento (solitamente è quella semiseduta con gambe piegate e aperte).
- Alle donne risulta di solito necessario l’utilizzo di uno specchio e, se necessario, di una lampada.
- Introdurre lentamente il catetere fino a quando non si vede defluire l’urina: ciò significa che il catetere è giunto in vescica.
- Nel caso il catetere si “blocchi” e non entri in vescica, ritirarlo un pochino e riprovare facendo un paio di colpetti di tosse oppure un espirio profondo.
- Nell’uomo, introdurre il catetere tenendo il pene rivolto verso l’alto per facilitarne il passaggio in vescica e ritirarlo, una volta terminata l’operazione, nella medesima posizione.
- Accertarsi che la vescica si sia svuotata completamente sfilando lentamente il catetere in modo che fuoriescano anche le ultime gocce.
- Non temere di perforare la vescica in quanto il catetere ne seguirà sempre dolcemente le pareti.
- Dopo l’uso, gettare il catetere (che è sempre monouso) e lavarsi nuovamente le mani.
- Rispettare rigorosamente la periodicità delle cateterizzazioni come da prescrizione medica: ricordare che troppa urina in vescica può causare pericolose sovradistensioni del detrusore e, quindi, tenere sempre presente le potenziali cause di riempimento precoce della vescica (alcolici, caffè, diuretici, freddo, immersione in acqua, sdraiarsi dopo che si è stati a lungo seduti o fermi in piedi, magari senza calze).
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Che cos'è il residuo post-minzionale?
Il residuo (o ristagno) post-minzionale è la quantità di urina che rimane all’interno della vescica dopo l’eventuale minzione (spontanea, riflessa o mediante torchio addominale). È un parametro molto importante e facilmente rilevabile che ci permette di valutare: la capacità vescicale totale (sommando il valore dell’urina emessa al valore del residuo post-minzionale); l’efficacia del trattamento riabilitativo vescico-sfinterico (la vescica si definisce bilanciata quando il residuo post-minzionale è inferiore al 10% della capacità vescicale totale nelle vesciche da LMNI e inferiore al 20% della capacità vescicale totale nelle vesciche da LMNS); l’eventuale difficoltà all’emissione di urina (in presenza di dissinergia detrusore-sfintere striato). La valutazione del residuo post-minzionale deve avvenire immediatamente dopo la minzione: solitamente viene effettuata mediante un cateterismo estemporaneo (con lo stesso tipo di catetere monouso utilizzato per il cateterismo intermittente), anche se attualmente sono disponibili piccoli apparecchi ecografici per la quantificazione non invasiva del residuo post-minzionale, di costo limitato, che consentono all’operatore di valutare la necessità o meno di procedere allo svuotamento vescicale senza ricorrere inevitabilmente alla cateterizzazione (si tratta di solito di una metodica disponibile in ambiente ospedaliero o riabilitativo specializzato).
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Questo documento fa parte del libro Blue Book, 201 risposte alla mielolesione ed è stato realizzato grazie alle vostre donazioni.
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