Quali sono le fasi essenziali per procedere a un corretto autocateterismo?

Dopo aver preparato adeguatamente il catetere e lavato accuratamente mani e genitali, si procede in questo modo:

  • Seduti sulla tazza, ricercare la posizione più comoda per le operazioni successive.
  • Per chi esegue la manovra disteso, la posizione ideale viene appresa durante l’addestramento (solitamente è quella semiseduta con gambe piegate e aperte).
  • Alle donne risulta di solito necessario l’utilizzo di uno specchio e, se necessario, di una lampada.
  • Introdurre lentamente il catetere fino a quando non si vede defluire l’urina: ciò significa che il catetere è giunto in vescica.
  • Nel caso il catetere si “blocchi” e non entri in vescica, ritirarlo un pochino e riprovare facendo un paio di colpetti di tosse oppure un espirio profondo.
  • Nell’uomo, introdurre il catetere tenendo il pene rivolto verso l’alto per facilitarne il passaggio in vescica e ritirarlo, una volta terminata l’operazione, nella medesima posizione.
  • Accertarsi che la vescica si sia svuotata completamente sfilando lentamente il catetere in modo che fuoriescano anche le ultime gocce.
  • Non temere di perforare la vescica in quanto il catetere ne seguirà sempre dolcemente le pareti.
  • Dopo l’uso, gettare il catetere (che è sempre monouso) e lavarsi nuovamente le mani.
  • Rispettare rigorosamente la periodicità delle cateterizzazioni come da prescrizione medica: ricordare che troppa urina in vescica può causare pericolose sovradistensioni del detrusore e, quindi, tenere sempre presente le potenziali cause di riempimento precoce della vescica (alcolici, caffè, diuretici, freddo, immersione in acqua, sdraiarsi dopo che si è stati a lungo seduti o fermi in piedi, magari senza calze).