Quali sono le basi fondamentali del trattamento fisioterapico-riabilitativo della spasticità?
Questo tipo di trattamento è basato su tecniche largamente diffuse e conosciute, la cui efficacia è comunque di breve durata e mai definitiva.
Ricordiamo lo stretching (stiramento) muscolare, la mobilizzazione articolare passiva, le posture (in particolare l’ortostatismo e la deambulazione), il rilassamento (eventualmente con biofeedback elettromiografico nelle lesioni incomplete), l’elettrostimolazione con elettrodi impiantati e con elettrodi di superficie (del muscolo antagonista, del muscolo agonista, del dermatomero), il confezionamento di splint funzionali inibitori, l’applicazione di freddo (crioterapia), l’anestesia locale. Il massaggio, che si utilizza diffusamente per rilassare le contratture della muscolatura sana, sembra meno efficace o addirittura controproducente sul muscolo spastico.
Per il trattamento della spasticità sono state proposte anche le onde d’urto, inizialmente nate per frantumare i calcoli renali e poi applicate anche a patologie degenerativo/microtraumatiche muscolo-tendinee. Infine, last but not least (ultima ma non meno importante), l’idrochinesiterapia che verrà approfondita più avanti.
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Quali altre tecniche innovative si possono adottare per la cura dell'ipertono?
Tecniche più innovative sono rappresentate dal blocco del nervo mediante iniezione del farmaco (un anestetico locale, il fenolo, l’alcol etilico) in prossimità del nervo motore e dal trattamento con una particolare sostanza (tossina botulinica) iniettata a livello della “placca motrice”, cioè del punto in cui il nervo si mette in contatto con il muscolo spastico. Si tratta di approcci che consentono di trattare in modo più selettivo l’ipertono, mirando l’intervento a singoli muscoli che possono ostacolare più di altri il recupero funzionale, senza ricorrere a un trattamento per via generale. Uno dei limiti di queste metodiche è rappresentato dalla relativamente breve durata d’azione e dal costo, a volte assai elevato. Sempre più diffusa è l’utilizzazione dell’infusione continua di baclofene mediante una pompa impiantabile, direttamente nello spazio subaracnoideo (quello spazio ripieno di liquido che circonda tutto il midollo spinale), con il vantaggio di utilizzare dosi di farmaco estremamente più basse rispetto alla via orale, con una efficacia maggiore e minori effetti collaterali. Anche in questo caso, il limite è costituito dalla durata dell’impianto (6-7 anni) e dall’alto costo dell’infusore.
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