Quali obiettivi si propone l’addestramento all’uso della carrozzina?
Gli obiettivi da raggiungere variano in rapporto al livello di lesione del paziente.
Per i paraplegici, il trattamento prevede diverse fasi: inizialmente, il soggetto deve essere in grado di eseguire tutti i trasferimenti in maniera autonoma dalla carrozzina al letto, alla vasca, al WC e viceversa.
Quindi, si addestra il paziente a spostarsi su terreni accidentati, a rialzarsi dalle cadute, a superare gli ostacoli (gradini, marciapiedi) e a mantenere l’equilibrio su due ruote.
Per i tetraplegici, l’addestramento all’uso della carrozzina può naturalmente iniziare quando il paziente è in grado di mantenere a lungo la posizione seduta.
A parte altre caratteristiche personali, è il livello lesionale che determina la scelta della carrozzina necessaria al paziente, da quelle più comuni (in dotazione anche ai paraplegici), per l’uso delle quali occorre a volte prevedere delle modifiche (schienale, mancorrenti), a quelle elettriche con comando manuale o a bocca.
Anche a questi pazienti, quando è possibile, viene insegnato il modo per superare gli ostacoli e le regole da osservare negli spostamenti sui terreni declivi o sconnessi.
Infine, tutti i pazienti verranno educati a una corretta manutenzione della loro carrozzina.
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Quale grado di autonomia può essere raggiunto da una persona con lesione spinale nelle attività della vita quotidiana?
In questa fase dell'intervento riabilitativo, assume grande importanza la presenza di un contesto socio-famigliare favorevole e attento. Inoltre, come per tutto il programma riabilitativo, gli obiettivi da perseguire variano a seconda delle caratteristiche del soggetto. Per un paraplegico, l'autonomia nelle varie attività della vita quotidiana è legata soprattutto a un adattamento delle strutture architettoniche. Per un tetraplegico la situazione è molto diversa: è necessario infatti rieducare il paziente anche alle attività più semplici, come mangiare, lavarsi, vestirsi, ricorrendo all'uso di tutori o splint, e ricordare che per attività più complesse (cateterismi vescicali, ispezione cutanea, igiene personale) vi è spesso bisogno, comunque, dell'aiuto di un'altra persona (caregiver).
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Questo documento fa parte del libro Blue Book, 201 risposte alla mielolesione ed è stato realizzato grazie alle vostre donazioni.
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