Quali obiettivi deve proporsi il trattamento riabilitativo in un paziente con lesione spinale?
Un buon programma riabilitativo deve prevedere una vasta gamma di interventi, che vanno dalla semplice chinesiterapia al letto fino alla rieducazione alle attività della vita quotidiana; per raggiungere i migliori risultati, deve continuare anche dopo la dimissione dal reparto di degenza.
Il trattamento comprende, quindi, una serie di fasi diverse, che si susseguono e si integrano tra loro, al fine di far acquisire alla persona con mielolesione il maggiore grado di autonomia possibile.
Chiaramente, nell’impostare il percorso riabilitativo, occorre fare una accurata valutazione delle condizioni complessive del paziente e, quindi, tenere conto del livello di lesione, delle capacità funzionali residue e dello stato generale sia fisico che psichico.
In linea generale, ogni programma riabilitativo prevede:
- posture (a letto e in carrozzina);
- esercizi respiratori;
- esercizi di mobilizzazione articolare e di allungamento muscolare;
- esercizi di reclutamento e rinforzo muscolare;
- rieducazione alle variazioni di posizione (i cosiddetti “passaggi posturali”) e ai trasferimenti (dalla/alla carrozzina, letto, lettino, WC, auto e così via);
- rieducazione al mantenimento dell’equilibrio e alla deambulazione;
- addestramento all’utilizzo della carrozzina;
- rieducazione alle normali attività della vita quotidiana.
Articolo succesivo
Nei programmi di riabilitazione, quale importanza assumono le posture e le mobilizzazioni articolari?
Le posture e le mobilizzazioni articolari sono componenti essenziali di ogni programma riabilitativo, opportunamente integrate con altri trattamenti di cui si dirà nelle pagine successive. Posture: Una postura corretta è importante sia per i soggetti allettati che per quelli in carrozzina, allo scopo di prevenire retrazioni muscolo-tendinee, rigidità articolari, contratture e piaghe da decubito, edemi. Il cambiamento della postura deve avvenire a intervalli regolari, sia di giorno che di notte, per i pazienti allettati, mentre successivamente varia a seconda delle necessità. Le tecniche di posizionamento vanno dal semplice cambiamento di postura degli arti all'impiego di tutori e apparecchi gessati (da usare con molta prudenza per i rischi che possono arrecare a livello cutaneo). Mobilizzazioni articolari: Esercizi di mobilizzazione articolare devono essere praticati più volte al giorno allo scopo di mantenere la mobilità delle articolazioni e di prevenire retrazioni muscolari in sede sottolesionale. Nell'attuare gli esercizi, occorre sempre rispettare la normale escursione articolare (ROM) in modo da evitare stiramenti mio-tendinei e microtraumi che possono favorire l'insorgenza di paraosteoartropatie. Occorre inoltre prestare particolare attenzione quando siano presenti traumatismi associati degli arti o mezzi di sintesi vertebrale.
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Questo documento fa parte del libro Blue Book, 201 risposte alla mielolesione ed è stato realizzato grazie alle vostre donazioni.
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