Quali controlli sono necessari per una corretta manutenzione della carrozzina?
È utile ricordare alcune parti della carrozzina da verificare regolarmente per evitare che anche un piccolo problema “tecnico” possa costringere il paziente a letto.
In modo particolare, controllare sempre la pressione dei pneumatici, la tensione dei raggi (per accertarsi che le ruote non siano deformate), il funzionamento delle piccole ruote anteriori (un “gioco” eccessivo le usura rapidamente); occorre inoltre che i mancorrenti siano ben fissati, così come i braccioli, che la tela del sedile e dello schienale sia adeguatamente tesa e che i freni siano perfettamente in ordine. Per la pulizia delle cromature è sufficiente uno straccio inumidito con alcol, mentre per l’ingrassaggio è opportuno seguire attentamente le indicazioni dell’azienda che ha costruito il presidio.
Le riparazioni dovrebbero essere eseguite esclusivamente dai rivenditori, perché qualsiasi manomissione può invalidare la garanzia e compromettere eventuali future sostituzioni. Esistono piccole modifiche che una persona con lesione spinale potrebbe effettuare da sola per adattare la carrozzina alle proprie esigenze; è necessario però che abbia un minimo di conoscenze e di pratica per non fare dei danni.
Capita spesso, comunque, ed è anche consigliabile, che la persona cominci a gestirsi in autonomia, diventando, il più delle volte, un esperto “autodidatta”.
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Le cosiddette “barriere architettoniche”: come eliminarle o ridurle per favorire l’autonomia della persona con lesione spinale?
Purtroppo, l'ambiente è ricco di elementi che impediscono a soggetti aventi capacità fisiche, psichiche o sensoriali limitate di muoversi in maniera autonoma: si tratta delle cosiddette "barriere architettoniche". Questi ostacoli sono relativi sia a spazi confinati (edifici e attrezzature), sia a spazi aperti (percorsi pedonali, parcheggi), sia a mezzi di trasporto. Il problema principale è l'eliminazione delle barriere o, comunque, la loro riduzione nell'ambiente costruito. Grazie anche all'emanazione di norme volte al loro superamento, attualmente, nella progettazione di nuovi edifici si cerca di tener conto di tutte le potenziali categorie di utenti, favorendo così l'inserimento sociale e l'autonomia del disabile. Le barriere architettoniche rappresentano il primo vero problema che la persona con lesione spinale deve affrontare una volta "rientrata finalmente a casa". Se infatti l'abitazione e gli accessi dall'esterno non sono stati adeguatamente e preventivamente modificati, viene inevitabilmente frustrato quel desiderio di un immediato ritorno a una vita "normale", che per tanti mesi aveva costituito la principale aspettativa del paziente durante il ricovero in ospedale.
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