Quali caratteristiche del paziente influiscono sulla scelta di un cuscino antidecubito?
- Peso: i pazienti in sovrappeso hanno bisogno di materiali ad alta densità (gel) per i problemi legati agli spostamenti; i pazienti “leggeri” necessitano di un cuscino a forma anatomica per aumentare la superficie di contatto e migliorare la distribuzione del proprio peso.
- Immobilità: i pazienti che non riescono a sollevarsi periodicamente e/o a cambiare posizione autonomamente necessitano di cuscini ad aria o multistrato.
- Incontinenza: la maggior parte dei cuscini antidecubito ha un lato rivestito di materiale impermeabile (a sua volta rivestito di un tessuto che facilita la traspirazione), così da ovviare a ogni eventuale fuga di urina.
- Vizi posturali: una posizione anomala (da vizio posturale o patologie osteo-articolari) può essere corretta mediante la prescrizione di un cuscino adeguato (multistrato con supporti personalizzati).
- Temperatura ambientale: evitare di rivestire il cuscino con materiali plastici; i cuscini (e i materassi) ad aria e ad acqua sono i più efficaci nell’eliminare il calore del corpo. I cuscini in gommapiuma si scaldano rapidamente, mentre quelli in gel si mantengono in genere abbastanza freschi.
Ricordiamo comunque che un cuscino (o un materasso), per quanto abbia elevate capacità (potenzialità) antidecubito, da solo non basta a prevenire le lesioni da decubito.
La manutenzione dei cuscini generalmente non richiede abilità particolari. Nella maggior parte dei casi, il tutto si risolve con la pulizia della fodera. Alcuni modelli, invece, richiedono cure più specifiche che il paziente dovrà apprendere e ripetere periodicamente.
Articolo succesivo
Come si possono “trattare” le piaghe da decubito?
Nei confronti delle piaghe da decubito esistono oggi valide possibilità terapeutiche che, anche se in tempi a volte molto lunghi, conducono a una guarigione completa. Il trattamento di base è costituito da: rimozione del tessuto necrotico; detersione; medicazione. La rimozione del tessuto necrotico (escara) può essere effettuata chirurgicamente o mediante l'utilizzazione di enzimi proteolitici (sostanze che "distruggono" i tessuti non vitali dell'ulcera). Gli enzimi vanno applicati solo sull'escara, in quanto sono molto lesivi nei confronti della cute sana; la "pulizia" chirurgica può essere realizzata gradualmente nel tempo per evitare episodi di sanguinamento. La detersione della piaga deve avvenire
Leggi tutto
Questo documento fa parte del libro Blue Book, 201 risposte alla mielolesione ed è stato realizzato grazie alle vostre donazioni.
Il vostro contributo è fondamentale per permetterci di continuare a creare risorse e supportare le persone con lesioni spinali. Ogni donazione aiuta a finanziare la ricerca, sviluppare nuovi progetti e migliorare la qualità della vita dei nostri assistiti.