Quali aspetti valutano, nel dettaglio, le indagini strumentali, radiologiche e di laboratorio che si eseguono per studiare la vescica neurogena?

Gli esami citati consentono una serie circostanziata di valutazioni quali:

  • esami del sangue (test di funzionalità renale: creatininemia, azotemia, clearance della creatinina);
  • cistografia retrograda con studio della fase minzionale (valuta la morfologia della vescica e dell’uretra durante la fase di riempimento e di svuotamento, mediante il mezzo di contrasto introdotto con un catetere vescicale, e rivela l’eventuale presenza di reflussi vescico-ureterali);
  • urografia e uro-TAC (studiano la morfologia dell’intero apparato urinario, dai reni fino all’uretra, e forniscono indicazioni sulla capacità dei reni di assumere, filtrare ed eliminare il mezzo di contrasto introdotto per via generale da una vena periferica);
  • radiografia diretta dell’addome (consente di valutare l’eventuale presenza di calcoli nei reni e nelle vie urinarie);
  • uretrografia retrograda (permette di visualizzare la presenza di stenosi, diverticoli o fistole uretrali);
  • scintigrafia renale (valuta la funzionalità renale mediante l’impiego di sostanze radioattive, i cosiddetti “radioisotopi”, che vengono filtrate dai reni);
  • ecografia renale, addominale, vescicale (studia la morfologia dei reni, della vescica e della prostata, il residuo post-minzionale e rivela eventuali calcoli renali, ureterali e vescicali radiotrasparenti, non visibili alla radiografia diretta dell’addome);
  • TAC e RMN addominale e pelvica (evidenziano con estrema precisione le patologie dei reni, degli ureteri, della vescica e della prostata);
  • uretroscopia e cistoscopia (consentono la valutazione visiva diretta dell’uretra e della vescica mediante cateteri a fibre ottiche);
  • esami neurofisiologici (studiano le vie nervose che controllano i meccanismi della minzione e della continenza: ricordiamo in questa sede i riflessi evocati sacrali, la risposta simpatico-cutanea, i potenziali evocati somato-sensoriali e la stimolazione magnetica corticale o potenziali evocati motori).