Quali altre complicanze ortopediche possono seguire a una lesione midollare?
Le principali complicanze sono: l’osteoporosi, le fratture patologiche, l’osteomielite e la scoliosi.
Osteoporosi
È una perdita di massa ossea (sali di calcio e proteine), determinata dall’immobilità e dall’assenza del carico, a cui fa seguito un indebolimento meccanico delle ossa e quindi un maggior rischio di fratture patologiche.
La diagnosi è radiologica e di laboratorio.
Fratture patologiche
Sono una diretta conseguenza dell’osteoporosi.
Le cause possono essere costituite da traumi (anche di lieve entità), cadute, mobilizzazioni inappropriate.
Le sedi più frequenti sono il femore, la tibia e le vertebre.
I sintomi sono rappresentati da tumefazione, deformità e aumento della spasticità.
Osteomielite
È un’infezione dell’osso causata da fratture esposte e/o da piaghe da decubito.
Le sedi sono solitamente le ossa lunghe e il bacino.
I sintomi caratteristici sono: febbre, tumefazione, dolore (se la sensibilità è indenne) e aumento della spasticità.
La diagnosi è di tipo radiologico e laboratoristica. L’osteomielite può determinare a sua volta gravi deformità ossee, fratture patologiche e setticemia.
Scoliosi
È una deformazione della colonna vertebrale in rotazione, cifosi e deviazione laterale.
Tra le cause più frequenti nella persona con mielolesione vanno annoverate una postura scorretta in carrozzina e/o in ortostatismo e la paralisi della muscolatura del tronco.
La diagnosi è radiologica.
Tra le conseguenze più gravi ricordiamo la riduzione delle funzionalità cardiorespiratoria e la formazione di piaghe da decubito.
Una menzione particolare meritano le tendinopatie a carico di spalle, gomiti e dita, causate dal sovraccarico funzionale/microtraumatismi degli arti superiori (da porre in relazione diretta con il deficit degli arti inferiori). La diagnosi è solitamente clinica, a volte supportata dalla radiologia tradizionale, dall’ecografia o eventualmente dalla risonanza magnetica nucleare.
Per la prevenzione occorre affidarsi ad esperti (non necessariamente medici) per ottimizzare gli ausili, la gestualità tecnico-sportiva e gli esercizi di compenso.
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Quali trattamenti si possono adottare per prevenire o limitare le complicanze ortopediche?
Il trattamento dell'osteoporosi è costituito dall'adozione di una dieta che garantisca un costante apporto di calcio e vitamina D e dalla metodica applicazione di una serie di misure contro l'immobilità: fra le più utili, la mobilizzazione precoce (attiva o passiva) e il posizionamento in ortostatismo mediante gli apparati di verticalizzazione (anche se in letteratura non vi è una chiara evidenza scientifica a tale proposito). Per le fratture patologiche si rende indispensabile l'immobilizzazione in tutori o in gesso, oppure l'osteosintesi chirurgica. L'osteomielite richiede un trattamento farmacologico con antibiotici e, se necessario, un intervento chirurgico di escissione e drenaggio del segmento osseo colpito, e a volte l'ossigenoterapia iperbarica. La prevenzione della scoliosi impone un rigoroso controllo della postura e, in alcuni casi, l'utilizzo di corsetti che, per un giusto compromesso tra efficacia e minimizzazione del rischio di lesioni da decubito, saranno preferibilmente semirigidi. L'eventuale soluzione chirurgica (stabilizzazione con mezzi di sintesi e/o innesti di osso) ha l'obiettivo di rallentare o bloccare l'evoluzione della deformità.
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Questo documento fa parte del libro Blue Book, 201 risposte alla mielolesione ed è stato realizzato grazie alle vostre donazioni.
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