Quale ruolo svolgono lo sfintere anale interno e lo sfintere anale esterno nel meccanismo della defecazione?
Le feci, una volta giunte a livello dell’ampolla rettale, ne producono la distensione delle pareti (normalmente percepita dal soggetto sano) con conseguente aumento della pressione intrarettale. Contemporaneamente si determina un rilascio riflesso dello SAI (riflesso inibitorio retto-anale, RIRA) e una fugace contrazione riflessa dello SAE (riflesso eccitatorio retto-anale, RERA).
Se si decide di rinviare l’evacuazione, si attiva volontariamente lo sfintere anale esterno (in altri termini si “stringe”): si “chiude” in questo modo il canale anale e si riportano le pressioni nell’ampolla rettale ai valori iniziali. Se al contrario si decide di procedere alla defecazione, si “spinge” con la muscolatura addominale e si rilascia lo SAE, consentendo il passaggio automatico delle feci all’esterno.
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Come si modifica l'attività intestinale dopo una lesione spinale?
Immediatamente dopo una lesione spinale (shock spinale) si determina un blocco della peristalsi intestinale (ileo paralitico) e della defecazione: questo provoca accumulo di liquidi e gas all’interno delle anse intestinali, distensione addominale (meteorismo), vomito e difficoltà respiratorie da innalzamento diaframmatico. In questa fase, che dura circa 5-10 giorni, bisogna provvedere a idratare adeguatamente il paziente e a ridurre la distensione addominale e il vomito, posizionando una sonda rettale e un sondino naso-gastrico. Una volta terminata la fase di shock spinale, si osserva il ripristino di una, seppur rallentata, attività peristaltica intestinale (che, come abbiamo ricordato, è solo parzialmente controllata dai centri midollari), mentre la ripresa della defecazione avviene secondo modalità diverse in rapporto al livello di lesione.
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