Per un paziente costretto a letto, quali sono le posture più idonee per prevenire le piaghe da decubito?

Quando il paziente è costretto a letto, è necessario che venga correttamente posizionato supino, sul fianco o prono e che tali posture siano modificate ad intervalli regolari.

Le regioni cutanee a rischio devono essere rigorosamente protette con materiale antidecubito e mantenute in posizione con l’ausilio di cuscini o supporti adeguati.

Nel paziente allettato, la postura supina va modificata ogni 2 ore.

Il decubito prono può essere mantenuto per periodi più prolungati senza necessità di spostamenti: durante la notte consente di dormire otto ore senza interruzione, previene le deformità in flessione di anche e ginocchia e riduce l’ipertono agli arti inferiori.

La posizione prona va evitata nell’immediato periodo post-traumatico nei pazienti con difficoltà respiratorie.

In postura supina è necessario fare molta attenzione alla regione sacrale e ai talloni; in decubito laterale è importante proteggere le ginocchia, i trocanteri e i malleoli.