Per un paziente costretto a letto, quali sono le posture più idonee per prevenire le piaghe da decubito?
Quando il paziente è costretto a letto, è necessario che venga correttamente posizionato supino, sul fianco o prono e che tali posture siano modificate ad intervalli regolari.
Le regioni cutanee a rischio devono essere rigorosamente protette con materiale antidecubito e mantenute in posizione con l’ausilio di cuscini o supporti adeguati.
Nel paziente allettato, la postura supina va modificata ogni 2 ore.
Il decubito prono può essere mantenuto per periodi più prolungati senza necessità di spostamenti: durante la notte consente di dormire otto ore senza interruzione, previene le deformità in flessione di anche e ginocchia e riduce l’ipertono agli arti inferiori.
La posizione prona va evitata nell’immediato periodo post-traumatico nei pazienti con difficoltà respiratorie.
In postura supina è necessario fare molta attenzione alla regione sacrale e ai talloni; in decubito laterale è importante proteggere le ginocchia, i trocanteri e i malleoli.
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Il paziente seduto in carrozzina quali accorgimenti deve adottare?
In posizione seduta, il paziente deve imparare ad alleggerire la pressione sulla regione ischiatica ogni 15 minuti attraverso alcune semplici manovre: alzare il sedere dal sedile, appoggiandosi sui braccioli della carrozzina, per circa 30 secondi; inclinarsi prima da una parte, poi dall'altra, diminuendo alternativamente la pressione sulle tuberosità ischiatiche; piegarsi in avanti (dopo aver bloccato le ruote della carrozzina) fino ad arrivare a toccare le ginocchia con il petto.
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