Le cosiddette “barriere architettoniche”: come eliminarle o ridurle per favorire l’autonomia della persona con lesione spinale?

Purtroppo, l’ambiente è ricco di elementi che impediscono a soggetti aventi capacità fisiche, psichiche o sensoriali limitate di muoversi in maniera autonoma: si tratta delle cosiddette “barriere architettoniche”.

Questi ostacoli sono relativi sia a spazi confinati (edifici e attrezzature), sia a spazi aperti (percorsi pedonali, parcheggi), sia a mezzi di trasporto.

Il problema principale è l’eliminazione delle barriere o, comunque, la loro riduzione nell’ambiente costruito. Grazie anche all’emanazione di norme volte al loro superamento, attualmente, nella progettazione di nuovi edifici si cerca di tener conto di tutte le potenziali categorie di utenti, favorendo così l’inserimento sociale e l’autonomia del disabile.

Le barriere architettoniche rappresentano il primo vero problema che la persona con lesione spinale deve affrontare una volta “rientrata finalmente a casa”.

Se infatti l’abitazione e gli accessi dall’esterno non sono stati adeguatamente e preventivamente modificati, viene inevitabilmente frustrato quel desiderio di un immediato ritorno a una vita “normale”, che per tanti mesi aveva costituito la principale aspettativa del paziente durante il ricovero in ospedale.