La spasticità o l’ipertono è sempre da considerarsi un fatto completamente negativo?

Non c’è dubbio che la spasticità o l’ipertono sia un problema che limita notevolmente l’autonomia del paziente con lesione spinale; spesso, anche il trattamento, sia esso farmacologico, fisioterapico o chirurgico, non riesce a risolvere completamente questo problema, che in molti casi rappresenta la conseguenza più severa della lesione spinale. Al paziente non resta che “resistere” tenacemente a questa situazione, seguendo scrupolosamente le indicazioni terapeutiche che gli sono state prescritte, senza dimenticare mai che, nella gestione della “patologia della persona con lesione spinale”, molto dipende dai comportamenti e dagli atteggiamenti che il soggetto mantiene nei confronti della propria malattia.

In questo quadro, va tenuto presente che l’ipertono non sempre rappresenta un aspetto del tutto negativo per il soggetto con lesione spinale. Può essere utile per il raggiungimento della postura eretta e della marcia, può favorire il ritorno venoso e ridurre la stasi circolatoria, limitare l’amiotrofia e l’osteoporosi, facilitare la peristalsi intestinale.

L’ipertono può, infine, “segnalare” la ripienezza vescicale e la conseguente necessità di svuotare la vescica, nonché migliorare le erezioni riflesse.

Attenzione però anche al potenziale significato, non sempre ovvio nemmeno per i medici che non siano esperti di lesioni midollari, dell’aumento improvviso e non giustificato della spasticità: ciò può derivare da problematiche potenzialmente pericolose, sia sottolesionali (complicanze alle vie urinarie, intestinali, cutanee), sia midollari peri/sovralesionali (siringomielia).