In un programma di rieducazione intestinale, quali alimenti vanno consigliati e quali evitati?
Un adeguato programma di rieducazione intestinale comprende un corretto regime dietetico che deve prevedere cibi ricchi di fibre (pane, pasta, cereali integrali, frutta cruda consumata con la buccia, tra la frutta cotta le prugne, tutta la verdura cruda, quasi tutte le verdure cotte, tranne le patate che sono astringenti e le carote che lo sono da cotte, legumi in genere), sostanze emollienti (olio d’oliva) e l’introduzione di una quantità sufficiente di liquidi.
L’assunzione di cibi ricchi di fibre deve essere favorita anche in virtù della loro capacità di trattenere acqua: poiché il transito intestinale, la produzione e l’eliminazione dei gas, ma anche la produzione di urina, dipendono in buona parte dalla quantità e dal tipo di fibre introdotte e dalla quantità di liquidi che esse incontrano nel lume dell’intestino, occorre tener conto anche della differenza tra fibre solubili e insolubili e tra acqua libera e legata (di ciò si parlerà più nel dettaglio nel capitolo dedicato alla dieta).
Gli alimenti da evitare, o quantomeno da limitare, sono rappresentati dall’alcol, dalle spezie e dalla caffeina: l’azione stimolante ed eccitante che possono esercitare anche sulla mucosa intestinale contrasta con le finalità che si propone un programma di rieducazione funzionale dell’intestino, orientato soprattutto alla sua regolarizzazione.
Svariati farmaci, tra cui purtroppo alcuni abitualmente utilizzati dai mielolesi e difficilmente sostituibili, provocano stipsi, mentre altri possono provocare diarrea.
Il fumo è fortemente sconsigliato. È vero che molti soggetti, anche non mielolesi, hanno l’abitudine di “innescare” l’evacuazione fumando: il meccanismo sottostante è complesso e sicuramente gli innumerevoli danni del fumo sono molto maggiori di questo ipotetico beneficio.
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Sono disponibili farmaci che favoriscono lo svuotamento intestinale?
Esistono molte sostanze (lassativi o purganti) in grado di favorire la peristalsi intestinale e facilitare l’evacuazione; vanno utilizzate con cautela per evitare il rischio di dipendenza e l’insorgenza di coliti irritative. Devono essere evitati, se possibile, i purganti cosiddetti “irritanti” (il cui meccanismo di azione consiste in una semplice stimolazione della motilità intestinale), come l’olio di ricino, la cascara, la senna, l’aloe, il bisacodile (utile sotto forma di supposta) e il picosolfato. Meno dannosi risultano i lassativi che aumentano il volume delle feci (ricordiamo che la distensione delle pareti intestinali è un potente stimolo della peristalsi), quali
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