Esistono trattamenti per favorire la ripresa dell’erezione nella persona con mielolesione?

Allo stato attuale, esistono varie possibilità di trattamento dei deficit erettivi.

Le protesi peniene, attualmente poco utilizzate, sono costituite da sistemi impiantabili a livello dei corpi cavernosi che consentono, “irrigidendo” artificialmente il pene, la penetrazione.

La scarsa applicazione di questa metodica, oltre ai problemi di accettazione da parte del paziente e della propria partner, va anche addebitata all’elevata incidenza di complicanze legate alla presenza della protesi stessa nei tessuti penieni.

La vacuumterapia è un sistema meccanico che consente il richiamo del sangue nei corpi cavernosi mediante un cilindro (dove è posizionato il pene) all’interno del quale viene creato il vuoto, cioè una pressione negativa, con una pompa meccanica o elettrica. L’erezione, così ottenuta, viene poi mantenuta per il tempo necessario al coito applicando una fascetta elastica alla base del pene per impedire il deflusso del sangue.

Le terapie oggi più utilizzate per la cura delle disfunzioni erettive della persona con lesione spinale sono rappresentate dalla farmacoinfusione intracavernosa con farmaci vasoattivi e dalla farmacoterapia per os con i farmaci inibitori delle fosfodiesterasi.