Esistono altre possibilità di intervento per aiutare la dinamica respiratoria?
Un intervento di fondamentale importanza è quello di effettuare periodicamente cicli di fisioterapia respiratoria: ginnastica diaframmatica, esercizi di espansione toracica, esercizi di espirazione forzata, drenaggio posturale (il paziente deve essere posizionato in modo che il bronco di un determinato segmento polmonare assuma una direzione verticale e verso il basso, facilitando così l’eliminazione, grazie alla gravità, delle secrezioni bronchiali), percussioni, vibrazioni, succussioni (tecniche che favoriscono il distacco delle secrezioni dalla parete dei bronchi), assistenza manuale alla tosse, riallenamento muscolare specifico. Alcune di queste manovre possono essere apprese dal paziente e dal caregiver per poter essere ripetute in maniera sia preventiva che curativa.
Alla fisioterapia respiratoria si accompagna oggi sempre più frequentemente la “sport-terapia”.
Non appena le condizioni generali del paziente lo consentono, può rivelarsi utilissimo, infatti, svolgere una qualsiasi attività sportiva: ricordiamo in questa sede il nuoto, particolarmente indicato ed efficace.
In altra parte del volume vengono descritti i grandi vantaggi che la persona con lesione spinale ne trae sul piano riabilitativo, ma anche psicologico e sociale: pur senza giungere ai livelli dello sport agonistico, la pratica di attività sportive o anche la semplice esecuzione in carrozzina di accelerazioni in linea o su percorsi slalom può recare grandi vantaggi alla dinamica respiratoria.
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Perché, dopo una lesione midollare, si modifica la termoregolazione corporea?
Il controllo della temperatura corporea dipende dal sistema nervoso autonomo. Quando fa freddo, si verifica una vasocostrizione cutanea e sottocutanea per limitare l’afflusso di sangue alla periferia e ridurre la dispersione del calore; al contrario, con il caldo, la vasodilatazione e la sudorazione favoriscono l’eliminazione del calore in eccesso. Dopo una lesione midollare, viene meno il controllo afferente della temperatura ambientale (percezione del caldo e del freddo) come pure la capacità di regolare la temperatura corporea da parte dei centri della termoregola-zione, localizzati a livello cerebrale, per impossibilità di attivare i meccanismi di termodispersione (eliminazione del calore in eccesso) situati a livello sottolesionale. La persona con lesioni spinali, pertanto, priva di questi raffinati meccanismi di controllo, quanto più è alta e completa la lesione, assorbe o disperde calore in rapporto alla temperatura dell'ambiente in cui si trova e pertanto rischia di trovarsi alla mercé della temperatura esterna.
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Questo documento fa parte del libro Blue Book, 201 risposte alla mielolesione ed è stato realizzato grazie alle vostre donazioni.
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