È possibile la ripresa dell’eiaculazione?
Nei pazienti con lesione al di sopra di T9 è possibile ottenere, in qualche caso, l’eiaculazione durante il coito o la masturbazione (eiaculazione riflessa), per l’integrità sia del centro toraco-lombare, che controlla l’emissione, sia del centro somatico sacrale, che regola l’eiaculazione propriamente detta. A volte, per la presenza di dissinergia tra lo sfintere liscio e lo sfintere striato dell’uretra, durante l’eiaculazione il liquido seminale può refluire in vescica: non si osserva pertanto alcuna espulsione di sperma all’esterno, pur essendo conservato il riflesso dell’emissione (eiaculazione retrograda).
Nelle lesioni che coinvolgono i metameri T9-L1 non vi è la possibilità di ottenere in alcun modo l’emissione e, di conseguenza, l’eiaculazione.
Nelle lesioni al di sotto di L1 vi può essere, anche se non frequentemente, emissione di liquido seminale (eiaculazione psicogena), spesso non legata al coito o alla masturbazione, per la conservazione del controllo corticale sul centro simpatico toraco-lombare: se il centro somatico S2-S4 è rimasto integro, l’eiaculazione potrà assumere caratteristiche fisiologiche (eiaculazione “a getto”), mentre, in caso di lesione del cono terminale, l’eiaculazione sarà debole e gocciolante.
In caso di lesione incompleta, le possibilità di ottenere l’eiaculazione saranno ovviamente maggiori e si potranno configurare quadri clinici di difficile standardizzazione.
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Quali esami si possono effettuare per valutare la funzione erettiva e quella eiaculatoria?
Vi sono numerosi accertamenti, sia di carattere clinico che strumentale, che possono essere effettuati per valutare l’entità del deficit erettivo ed eiaculatorio: anamnesi (caratteristiche dell’erezione e dell’eiaculazione, libido, abitudini sessuali, malattie associate, uso di droghe o farmaci); esame obiettivo urologico e neurologico; esami di laboratorio (ormonali, ematochimici generali); eco-doppler delle arterie peniene (per valutare la funzionalità circolatoria, di base e dopo FIC); esami neurourologici (riflessi evocati sacrali, potenziali evocati somato-sensoriali, stimolazione magnetica corticale, risposta simpatico-cutanea, velocità di conduzione motoria del nervo pudendo, velocità di conduzione sensitiva del nervo dorsale del pene, elettromiografia della muscolatura del piano perineale); studio urodinamico; tumescenza peniena notturna (per valutare la presenza di erezioni notturne); arteriografia delle arterie peniene; cavernosografia (per valutare la morfologia dei corpi cavernosi e le loro modificazioni durante l’erezione); erezione artificiale o farmacoerezione (mediante FIC, a scopo diagnostico); - Visual sex stimulation (per valutare la risposta erettiva del paziente a stimoli di natura erotica); test psicologici.
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Questo documento fa parte del libro Blue Book, 201 risposte alla mielolesione ed è stato realizzato grazie alle vostre donazioni.
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