Cosa si intende per ipotensione ortostatica e per ipotensione posturale?
L’ipotensione è una riduzione della pressione sanguigna che si può osservare in seguito a una lesione midollare.
I centri simpatici preposti al controllo della pressione si trovano nel tratto toraco-lombare del midollo spinale: di qui partono i nervi che decorrono lungo i vasi sanguigni e, regolandone la costrizione o la dilatazione, mantengono la pressione sanguigna al giusto livello.
La lesione midollare determina un’insufficienza vascolare dovuta alla perdita del tono simpatico vasomotore (vasoparalisi).
Si possono verificare pertanto episodi di ipotensione dovuti all’insufficiente attività della muscolatura che si trova nella parete delle arterie (controllata dal sistema nervoso simpatico), aggravata dalla ridotta dinamica respiratoria e dalla paralisi dei muscoli degli arti inferiori.
La bassa pressione sanguigna diminuisce la quantità di sangue che arriva al cervello e può quindi essere causa di pallore, sudorazione profusa, offuscamento visivo, vertigini, fino ad arrivare allo svenimento (“lipotimia” o “sincope”).
Se ciò avviene in posizione eretta, si parla di “ipotensione ortostatica”. Per “ipotensione posturale” si intende il calo di pressione sanguigna che si realizza soprattutto quando il paziente si alza dal letto per sedersi (solitamente percepito come un “giramento di testa”).
Ipotensione posturale e ipotensione ortostatica hanno, in sintesi, sostanzialmente la medesima origine e presentano gli stessi sintomi.
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È possibile rimediare a questi inconvenienti?
Per evitare l’insorgere dei sintomi descritti nella pagina precedente, è possibile ricorrere a una serie di accorgimenti: bere uno o due bicchieri d’acqua al mattino prima di alzarsi. rimanere seduti sul letto qualche minuto prima di trasferirsi sulla carrozzina. indossare una panciera e le calze elastiche per facilitare il ritorno venoso dai visceri addominali e dalle gambe. abbassare la testa sulle ginocchia per alcuni secondi. se si è seduti in carrozzina, chiedere al caregiver di inclinarla all’indietro per qualche istante (assicurandosi di averla frenata) ed allo stesso tempo effettuare dei respiri profondi. sempre nel caso ci si trovi seduti in carrozzina, chiedere di sollevare le gambe (ad angolo retto rispetto al tronco) per favorire il ritorno venoso.
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