Come viene eseguito uno studio urodinamico?
- La cistomanometria è la misurazione contemporanea della pressione vescicale e della pressione addominale. Consente di valutare indirettamente l’attività del detrusore durante la fase di riempimento e di svuotamento della vescica. Viene effettuata mediante un catetere vescicale (ed un catetere rettale), collegato a un rilevatore di pressione: il riempimento della vescica con soluzione fisiologica avviene attraverso lo stesso catetere e una pompa di infusione.
- Il profilo pressorio uretrale misura le pressioni lungo tutta la lunghezza dell’uretra, a livello dello sfintere liscio, dello sfintere striato e, nell’uomo, dell’uretra prostatica: viene eseguito estraendo il catetere, utilizzato per la cistomanometria, a una velocità costante e predeterminata.
- L’elettromiografia rileva l’attività elettrica dello sfintere striato uretrale; permette di valutare la presenza di dissinergia detrusore-sfintere striato e viene eseguita contemporaneamente alla cistomanometria. Solitamente, l’elettrodo ad ago viene posizionato nello sfintere anale, di più facile accessibilità rispetto allo sfintere uretrale, in quanto l’attività dei due muscoli è, nella quasi totalità dei casi, completamente sovrapponibile.
- L’uroflussometria valuta il flusso urinario durante la minzione. Si invita il paziente a urinare in un contenitore, all’interno del quale è posizionato un rilevatore che misura, in modo istantaneo, il volume di urina espulso attraverso l’uretra e il tempo di flusso.
L’esame urodinamico può essere effettuato simultaneamente a un esame cistografico (videourodinamica), così da correlare i parametri funzionali urodinamici con gli aspetti morfologici rilevati dall’indagine radiologica e rappresenta, allo stato attuale, la metodica di elezione per lo studio della vescica neurogena della persona con lesione spinale.
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Esistono trattamenti chirurgici in grado di migliorare la continenza e lo svuotamento vescicale?
Gli interventi chirurgici possono essere effettuati per migliorare la funzionalità dell’apparato vescico-sfinterico e per prevenire o curare le complicanze. Nel primo caso, si tratta di interventi destinati a favorire la continenza o lo svuotamento. Per ridurre le resistenze uretrali, si può ricorrere alla resezione endoscopica dello sfintere striato (sfinterotomia) e del collo vescicale (con elevato rischio di incontinenza totale, impotenza e stenosi uretrale); per migliorare la continenza, può essere impiantato uno sfintere artificiale (nelle vesciche da LMNI) o iniettate nella parete dell’uretra sostanze che ne aumentano lo spessore (bulking uretrale), riducendone nel contempo il lume. A nostro
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