Come si modificano i meccanismi della defecazione in rapporto ai differenti livelli della lesione?
Nelle lesioni con integrità dei metameri sacrali S2-S4 (lesione del motoneurone superiore: LMNS) si osserva la conservazione del riflesso inibitorio retto-anale e del riflesso eccitatorio retto-anale, ipertono con assenza di controllo volontario dello sfintere anale esterno, assenza di sensibilità rettale e conservazione dell’attività riflessa della muscolatura del piano perineale.
Nelle lesioni sacrali o della cauda equina (lesione del motoneurone inferiore: LMNI) il RIRA è presente ma ridotto, il RERA è abolito, come pure l’attività volontaria e il tono dello SAE. Tuttavia, l’attività dello SAI è ridotta ma conservata; vi è assenza di sensibilità rettale e paralisi flaccida della muscolatura del piano perineale.
In entrambe le situazioni è inoltre presente una riduzione della peristalsi, più o meno marcata, con conseguente aumento del tempo di transito intestinale. Nelle LMNS ricompare pertanto una buona attività riflessa rettale e sfinterica; manca però ogni possibilità di percepire i sintomi viscerali e la capacità di inibire o favorire lo svuotamento a mezzo della muscolatura di controllo, che è affidata principalmente allo SAE.
Se è vero che il paziente non può disporre di una percezione fisiologica del proprio sistema viscerale, è anche vero che impara gradualmente a decifrare i cosiddetti sintomi di supplenza sensitiva, rappresentati da sudorazione, cefalea, brivido e tachicardia, che annunciano lo stato di ripienezza del viscere e il bisogno di evacuare. In questo tipo di lesioni, la continenza è generalmente buona e si possono osservare, a volte, anche casi di stipsi ostinata.
Nelle LMNI, se da un lato la peristalsi intestinale è rallentata e lo svuotamento può essere assicurato dalla pressione colica a monte, dalla pressione addominale e, in misura minore, dal RIRA, dall’altro l’attività sfinterica è limitata allo sfintere anale interno, esponendo il paziente a un elevato rischio di incontinenza.
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Quali interventi risultano utili per controllare l'incontinenza fecale e la stipsi?
L'incontinenza fecale si definisce come l'emissione involontaria di feci in luoghi e momenti inappropriati e socialmente inopportuni. La stipsi, al contrario, è rappresentata dall'incapacità o dalla difficoltà a espellere le feci. Un adeguato programma di regolarizzazione intestinale e di controllo delle evacuazioni rappresenta un aspetto fondamentale nel percorso riabilitativo del paziente con lesione spinale, per consentirne un completo reinserimento familiare, sociale e lavorativo e migliorarne la qualità di vita. Gli obiettivi da perseguire sono: raggiungere un equilibrio ottimale tra stipsi e incontinenza; ristabilire un ritmo regolare nelle evacuazioni; prevenire le possibili complicanze; adattare il programma alle esigenze della
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