Come può essere affrontato il reinserimento nel proprio ambiente di vita?

Come è già stato detto in precedenza, quando un trauma provoca una lesione midollare, spesso si verifica nella persona una perdita del senso della propria integrità non solo fisica, ma anche psicologica, tale che è necessario un processo di rielaborazione della propria dimensione individuale e relazionale. Il reinserimento è la fase finale del progetto riabilitativo, ma è importante che la persona, una volta superata la fase acuta, torni agli “affari” della vita quotidiana; in questo può essere molto d’aiuto la famiglia, che può rendere partecipe il proprio caro in ospedale di problemi e situazioni contingenti per avere la sua opinione.

Nella fase del reinserimento, la persona con lesione midollare si trova a dover riprogettare la propria vita all’esterno dell’ospedale: si tratta quindi di riprendere le relazioni con i famigliari e con le persone affettivamente significative, di ricostruire o riattivare amicizie e affetti, di ritrovare o scoprire interessi e hobby, di riprendere o trovare lavoro e di consolidare, fondamentalmente, una nuova identità.

È importante che la persona abbia tutti gli strumenti necessari affinché essa stessa possa diventare l’artefice del proprio ritorno a una vita attiva e autodeterminata. Spesso si tratta di un passaggio delicato per la persona che esce da una “zona protetta”, come l’ospedale, e quindi può capitare che la persona con lesione midollare e la sua famiglia si possano sentire, inizialmente, piuttosto vulnerabili e con il timore di non riuscire a ritrovare un proprio spazio.

È importante, quindi, che nella fase di ritorno nella realtà della vita quotidiana vengano attivate tutte le risorse:

  • della persona con lesione midollare;
  • delle famiglie e delle persone affettivamente significative;
  • dell’ambiente di vita e dei servizi sanitari, sociali, ricreativi e culturali di appartenenza.

Per questo risulta fondamentale l’aspetto della condivisione e della compartecipazione di quanti stanno vicino alla persona con lesione midollare, nell’idea che “per fare una cosa, anche la più elementare, occorre una fiducia nella possibilità della sua attuazione. Se non si dà fiducia, le possibilità di attuazione si riducono fino ad azzerarsi. Ma la fiducia non è una faccenda di testa, è anzitutto un potenziamento del cuore” (Galimberti, 2000).