Che cos’è un catetere idrofilo autolubrificante?
Con il termine “idrofilo” o “autolubrificante” si identifica un particolare catetere rivestito di una sostanza che, al contatto con l’acqua, ne assorbe le molecole, divenendo lubrificato e più o meno scivoloso rispetto alla mucosa uretrale.
Per iso-, ipo- o ipertonicità si intende la maggiore o minore capacità che un catetere idrofilo possiede non solo di assorbire l’acqua, ma anche di trattenerla durante tutte le fasi del cateterismo: questa proprietà condiziona fortemente l’efficacia del dispositivo, perché riduce al minimo le lesioni a carico della mucosa dell’uretra.
È stato ampiamente dimostrato come questa caratteristica consenta un uso dei cateteri ripetuto e prolungato negli anni.
Durante il cateterismo è pertanto l’acqua e non l’effettiva superficie del catetere che viene a contatto con la mucosa uretrale: questo spiega come siano praticamente ridotti a zero l’attrito e i traumi conseguenti, in relazione al grado di isotonicità rispetto all’urina presentato dal catetere.
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Che cos'è l'autocateterismo?
L'autocateterismo è la metodica che consente al paziente di effettuare autonomamente lo svuotamento vescicale con il catetere monouso. È una tecnica estremamente semplice che, una volta appresa, permette un controllo completo e autonomo delle funzioni vescico-sfinteriche, riduce le infezioni delle vie urinarie, previene le fughe di urina e migliora la qualità di vita del paziente. In genere non vi sono difficoltà ad effettuare l'autocateterismo: problemi possono insorgere se vi sono deficit motori agli arti superiori (come nel caso del tetraplegico) o in caso di scarsa collaborazione da parte del paziente. Quella dell'autocateterismo è oggi una pratica estremamente diffusa in tutto il mondo e a tutte le età: l'esperienza insegna che, già all'età di 2-3 anni, molti bambini, opportunamente addestrati, trovano divertente rimuovere il catetere da soli. All'età di 5-6 anni, il bambino può già cominciare, in modo graduale, a cateterizzarsi da solo.
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