Che cos’è l’edema e come si può prevenire o limitare?
Un edema si manifesta come gonfiore ai piedi e all’estremità inferiore delle gambe; è conseguenza di un insieme di fattori, spesso combinati tra loro, quali la vasoparalisi, la diminuzione della pressione sanguigna e la prolungata postura seduta in carrozzina.
Anche la riduzione dell’attività muscolare (paralisi) contribuisce all’insorgenza di edemi cutanei: come noto, uno degli elementi che favorisce il ritorno del sangue dalla periferia verso il cuore è il movimento. Un mancato intervento della cosiddetta “pompa muscolare” è causa di ristagno venoso e, quindi, di edema.
Quando è determinato dai fattori ora descritti, l’edema interessa solitamente ambedue gli arti inferiori; se compare soltanto o prevalentemente a carico di un piede o di un polpaccio, bisogna porre la massima attenzione perché ci si può trovare di fronte a una trombosi venosa profonda (TVP).
Gli accorgimenti più utili per prevenire o limitare gli edemi cutanei sono:
- usare calze elastiche, lunghe fino alla radice dell’arto (cosiddette “a monocollant”);
- sollevare spesso i piedi, evitando però, durante un appoggio prolungato, che le ginocchia rimangano in sospensione perché ciò provoca stiramento dei vasi al cavo popliteo;
- comprare le scarpe quando i piedi sono gonfi (in questo modo saranno sempre comode);
- fare attenzione a non utilizzare scarpe strette perché possono causare l’insorgenza di piaghe da decubito;
- consultare il medico se il gonfiore non scompare o non si riduce dopo il riposo notturno.
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Che cos'è una trombosi venosa profonda e come si può prevenire e curare?
Le trombosi venose profonde (TVP) costituiscono una complicanza molto frequente sia nella fase acuta che in quella degli esiti delle lesioni midollari. Sono determinate dalla “chiusura”, totale o parziale, di una vena (solitamente negli arti inferiori o nella pelvi) da parte di un “tappo” (coagulo), che si forma all’interno del vaso, ostacolando il flusso di sangue dalla periferia verso i grossi vasi dell’addome e il cuore (ritorno venoso). I fattori predisponenti includono la paralisi muscolare, la perdita del tono vasomotorio, l’immobilità, la disidratazione, il fumo di sigaretta e l’assunzione di ormoni (pillola). Clinicamente, il sospetto di
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