Che cos’è la chirurgia funzionale?
La chirurgia funzionale si propone di correggere una funzione motoria danneggiata da un evento lesivo.
Per quanto riguarda le lesioni spinali, viene utilizzata nel trattamento della spasticità (ipertono muscolare) e per ripristinare la motricità dell’arto superiore del tetraplegico.
Nella terapia dell’ipertono si eseguono interventi di tenotomia (resezione del tendine) o di allungamento tendineo e di neurectomia (sezione del nervo).
Gli obiettivi che si intendono raggiungere sono quelli di ridurre la tensione muscolare e, di conseguenza, migliorare l’ampiezza dell’escursione articolare, la funzionalità e la motilità degli arti, ridurre l’uso degli ausili e, soprattutto, prevenire le deformità e le complicanze a carico delle articolazioni (retrazioni e lussazioni).
A livello dell’arto superiore del tetraplegico, si possono effettuare trasposizioni tendinee (spostamenti di tendini), sfruttando i tendini dei muscoli risparmiati dalla lesione (cosiddetti sovralesionali) per ripristinare la motricità del gomito, del polso e delle dita della mano: la contrazione volontaria del muscolo sano, che dopo la trasposizione del tendine al posto del muscolo paralizzato ha cambiato la sua funzione, determina così la ripresa del movimento a livello dei segmenti articolari sottolesionali e il recupero dell’attività dell’arto plegico.
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La chirurgia funzionale riserva altre prospettive future nel settore della riabilitazione?
Uno sviluppo ulteriore della chirurgia funzionale è costituito dalla possibilità di impiantare elettrodi, sia a livello degli arti superiori che di quelli inferiori, che consentano, mediante la stimolazione computerizzata dei muscoli paralizzati, una loro ripresa funzionale per la deambulazione o la "gestualità" delle mani. I "comandi" da inviare ai muscoli possono essere forniti da una "centralina" computerizzata (portatile o anch'essa impiantabile) o dall'attivazione volontaria della muscolatura sana sovralesionale, collegata alla muscolatura paretica mediante appositi circuiti. Queste metodiche rappresentano il "futuro" della riabilitazione motoria (e non solo motoria) della persona con lesione spinale. Ovviamente, le difficoltà che questi progetti presentano sono notevoli e i costi molto elevati, ma ormai da molti anni in tutto il mondo decine di ricercatori si stanno impegnando in questo settore per cercare di restituire una speranza alle migliaia di persone che quotidianamente convivono con gli infiniti problemi legati alla lesione midollare.
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Questo documento fa parte del libro Blue Book, 201 risposte alla mielolesione ed è stato realizzato grazie alle vostre donazioni.
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