Che cos’è e a che cosa serve un catetere?
Il catetere è un dispositivo di varia foggia che consente lo svuotamento vescicale quando questo è impedito da deficit della contrattilità (paralisi) del detrusore o da ostacoli, anatomici (ipertrofia prostatica) e/o funzionali (“spasmo” dello sfintere striato e/o liscio) dell’uretra.
Il catetere può essere lasciato “a dimora” all’interno del viscere per tempi prolungati (cateterismo a permanenza) o solo per il tempo strettamente necessario allo svuotamento della vescica (cateterismo intermittente).
L’utilizzazione del catetere “a dimora” si è ultimamente molto ridotta a causa dei frequenti inconvenienti che può determinare, mentre la pratica del cateterismo intermittente è sempre più diffusa, sia perché previene le complicanze ed i rischi a carico dell’uretra, sia perché la tecnologia dei cateteri di questo tipo si è via via affinata, soprattutto nel settore dei cateteri definiti “idrofili” o “autolubrificanti”.
Esistono oggi in commercio anche kit composti da un catetere idrofilo integrato con una sacca graduata per la raccolta dell’urina: ciò rende possibile il cateterismo a letto, sulla carrozzina e anche fuori dalle mura domestiche. I più recenti risultati di questi progressi tecnologici sono costituiti da un set completo in cui al catetere idrofilo e alla sacca collegata si unisce anche un contenitore di acqua sterile che viene semplicemente svuotato sul catetere stesso al momento dell’uso. Quest’ultimo accorgimento consente all’utilizzatore la più completa autonomia, rendendo possibile il cateterismo in ogni situazione e dovunque (sul lavoro, in viaggio), con l’ulteriore garanzia della massima igiene, trattandosi di un sistema perfettamente chiuso.
L’ultima innovazione presente sul mercato è rappresentata da una guaina integrata nella confezione per potere effettuare il cateterismo senza toccare il catetere con le mani, in modo sicuro in situazioni dove l’igiene e la qualità dell’ambiente non sono garantite (cateterismo “no touch”).
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Il “catetere a dimora” può provocare danni?
Il cateterismo a permanenza espone il paziente a numerosissime complicanze; per cui, a nostro avviso, deve essere riservato solo a casi estremamente gravi (lesioni da decubito, scarsa collaborazione del paziente o del caregiver al cateterismo intermittente) dove non vi sia la possibilità di intervenire in altro modo e solo dopo avere tentato tutte le altre soluzioni. Vengono usati i cateteri tipo Foley a palloncino, a due o tre vie: ne esistono di vari materiali (lattice e teflon, in elastomero di silicone, in silicone puro, in lattice e teflon rivestiti di hydrogel) che consentono al catetere di poter rimanere all’interno
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