Che cosa si intende per “dolore metamerico”, “dolore psicogeno” e “alterazioni dello schema corporeo”?
I dolori metamerici sono di origine radicolare, solitamente localizzati al livello della lesione, al limite superiore dell’anestesia. Hanno una distribuzione metamerica (cioè sono avvertiti dal paziente nelle zone cutanee innervate dalla radice lesa: a cintura nella regione addominale e toracica, lungo gli arti superiori e inferiori rispettivamente nelle lesioni cervicali e in quelle lombari); insorgono acutamente, in modo lancinante (“come un colpo di pugnale”) e possono assumere le caratteristiche dell’iperestesia dolorosa (dolore che si scatena al semplice contatto della cute del paziente con la mano dell’esaminatore o con vestiti e lenzuola).
La diagnosi di dolore psicogeno va naturalmente posta per esclusione di tutti i tipi di dolore fin qui esaminati. È un dolore che può essere determinato (e/o accentuato), più o meno coscientemente, da componenti non organiche quali depressione, personalità nevrotica, rivendicazioni medico-legali ed economiche.
Le cosiddette alterazioni dello schema corporeo sono sensazioni particolari che interessano gli arti inferiori e spesso non sono dolorose, ma non per questo non fastidiose. Il paziente avverte vibrazioni, pressioni, costrizioni o la sensazione che il proprio corpo “non sia più come prima” (“assenza” degli arti inferiori, “scomparsa” del tronco).
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Quali terapie si possono adottare in presenza di dolore?
La terapia del dolore nella persona con mielolesione rappresenta spesso un problema di non facile soluzione, in quanto, nonostante vi siano molteplici ed eterogenei sistemi di cura, nessuno di essi ha un'efficacia sicuramente dimostrata. Il trattamento, comunque, farmacologico e non, in ogni caso deve SEMPRE essere effettuato ESCLUSIVAMENTE su prescrizione del medico. Gli analgesici minori (paracetamolo, antinfiammatori non steroidei o FANS, corticosteroidi) sono indicati per i dolori vertebrali, metamerici e sottolesionali. Per i dolori metamerici e sottolesionali, molto spesso è necessario ricorrere a farmaci diversi come gli antiepilettici (carbamazepina, pregabalin, gabapentin), i derivati benzodiazepinici (clonazepam) e gli antidepressivi (trazodone, duloxetina
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