Spasticità e ipertono

Che cos'è la spasticità (o ipertono) e quali sono le cause?

Dopo una lesione spinale, il midollo entra in una fase di shock, durante la quale i muscoli sono flaccidi (“ipotonici”) e i riflessi assenti. In seguito, nella maggior parte dei casi, si assiste a una lenta ripresa dell’attività riflessa sottolesionale che porta alla comparsa di turbe del tono, quali la spasticità (o “ipertono”). Solo nei casi non frequenti di lesioni necrotiche che compromettono vaste aree del midollo (il più delle volte si tratta di lesioni arteriose, anche post-traumatiche o associate alla lesione traumatica, con necrosi midollare), la paralisi resta flaccida. La paralisi resta flaccida, inoltre, in tutte quelle

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Cosa si può fare per limitare gli effetti negativi della spasticità o dell'ipertono?

Quando l’ipertono assume una valenza decisamente negativa, e cioè quando limita l’autonomia del paziente, impedisce una corretta igiene personale o un adeguato nursing, costringe in atteggiamenti coatti le articolazioni o è fonte di dolore, si impone un trattamento adeguato che potrà essere, in relazione all’entità e alla localizzazione del sintomo, farmacologico e/o fisioterapico-riabilitativo e/o chirurgico. Oltre a questi trattamenti, che verranno analizzati successivamente, si può agire con alcuni interventi di tipo pratico, quali: il movimento passivo delle articolazioni per tutto il range articolare produce un effetto benefico sull’ipertono che può durare anche per pi

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Quali trattamenti farmacologici e/o chirurgici possono essere adottati per curare l'ipertono?

Per quanto riguarda il trattamento farmacologico, esistono vari farmaci che si sono rivelati utili: i più diffusi ed efficaci sono il baclofene, alcune benzodiazepine come il diazepam e il clonazepam e la tizanidina. Il dantrolene, in passato molto usato, non è più in commercio in Italia. Promettente sembra, ma ancora vincolata a una normativa restrittiva, la cannabis sativa. La clonidina, che è un farmaco antiipertensivo, è stata utilizzata per via transdermica (in cerotti) come antispastico con risultati controversi. Senza entrare nel dettaglio delle singole molecole e precisando che il trattamento farmacologico, in ogni caso, deve SEMPRE essere effettuato ESCLUSIVAMENTE su prescrizione del medico

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Quali sono le basi fondamentali del trattamento fisioterapico-riabilitativo della spasticità?

Questo tipo di trattamento è basato su tecniche largamente diffuse e conosciute, la cui efficacia è comunque di breve durata e mai definitiva. Ricordiamo lo stretching (stiramento) muscolare, la mobilizzazione articolare passiva, le posture (in particolare l'ortostatismo e la deambulazione), il rilassamento (eventualmente con biofeedback elettromiografico nelle lesioni incomplete), l'elettrostimolazione con elettrodi impiantati e con elettrodi di superficie (del muscolo antagonista, del muscolo agonista, del dermatomero), il confezionamento di splint funzionali inibitori, l'applicazione di freddo (crioterapia), l'anestesia locale. Il massaggio, che si utilizza diffusamente per rilassare le contratture della muscolatura sana, sembra meno efficace o addirittura controproducente sul muscolo spastico. Per il trattamento della spasticità sono state proposte anche le onde d'urto, inizialmente nate per frantumare i calcoli renali e poi applicate anche a patologie degenerativo/microtraumatiche muscolo-tendinee. Infine, last but not least (ultima ma non meno importante), l'idrochinesiterapia che verrà approfondita più avanti.

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Quali altre tecniche innovative si possono adottare per la cura dell'ipertono?

Tecniche più innovative sono rappresentate dal blocco del nervo mediante iniezione del farmaco (un anestetico locale, il fenolo, l’alcol etilico) in prossimità del nervo motore e dal trattamento con una particolare sostanza (tossina botulinica) iniettata a livello della “placca motrice”, cioè del punto in cui il nervo si mette in contatto con il muscolo spastico. Si tratta di approcci che consentono di trattare in modo più selettivo l’ipertono, mirando l’intervento a singoli muscoli che possono ostacolare più di altri il recupero funzionale, senza ricorrere a un trattamento per via generale. Uno dei limiti di queste metodiche è rappresentato dalla relativamente breve durata d’azione e dal costo, a volte assai elevato. Sempre più diffusa è l’utilizzazione dell’infusione continua di baclofene mediante una pompa impiantabile, direttamente nello spazio subaracnoideo (quello spazio ripieno di liquido che circonda tutto il midollo spinale), con il vantaggio di utilizzare dosi di farmaco estremamente più basse rispetto alla via orale, con una efficacia maggiore e minori effetti collaterali. Anche in questo caso, il limite è costituito dalla durata dell’impianto (6-7 anni) e dall’alto costo dell’infusore.

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La spasticità o l'ipertono è sempre da considerarsi un fatto completamente negativo?

Non c’è dubbio che la spasticità o l’ipertono sia un problema che limita notevolmente l’autonomia del paziente con lesione spinale; spesso, anche il trattamento, sia esso farmacologico, fisioterapico o chirurgico, non riesce a risolvere completamente questo problema, che in molti casi rappresenta la conseguenza più severa della lesione spinale. Al paziente non resta che “resistere” tenacemente a questa situazione, seguendo scrupolosamente le indicazioni terapeutiche che gli sono state prescritte, senza dimenticare mai che, nella gestione della “patologia della persona con lesione spinale”, molto dipende dai comportamenti e dagli atteggiamenti che il soggetto mantiene nei confronti della propria malattia

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