I deficit respiratori

Quali sono gli organi deputati alla respirazione?

I polmoni, con la loro struttura interna costituita da bronchi, bronchioli ed alveoli, sono l’organo deputato alla funzione respiratoria e allo scambio di ossigeno-anidride carbonica, che avviene a livello dei capillari polmonari. I polmoni sono contenuti nella gabbia toracica e comunicano con l’esterno attraverso i bronchi, la trachea, la laringe, la faringe, la bocca, il naso e le cavità nasali. La gabbia toracica è costituita, posteriormente, dalla porzione dorsale (o toracica) della colonna vertebrale, formata dalle 12 vertebre dorsali o toraciche; in avanti, dallo sterno e, su ciascun lato, dalle 12 coste che si articolano posteriormente con la colonna vertebrale e, in avanti, con lo sterno, mediante le cartilagini costali.

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Quali funzioni svolge e da quali meccanismi è regolata la respirazione?

La respirazione consente all’ossigeno presente nell’aria di penetrare nel sangue attraverso i polmoni (più precisamente attraverso gli alveoli polmonari che del polmone costituiscono l’unità funzionale elementare) e all’anidride carbonica, prodotto di scarto del metabolismo dei tessuti, di passare dal sangue all’aria, per essere eliminata all’esterno, sempre a livello degli alveoli polmonari, compiendo il percorso inverso. Nella respirazione, il polmone si comporta passivamente e perciò la penetrazione (inspirazione) e l’espulsione (espirazione) dell’aria nelle (e dalle) sue cavità è affidata a particolari muscoli della gabbia toracica e al muscolo diaframma, denominati muscoli respiratori. Questi, modificando

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Quali sono i muscoli coinvolti nella respirazione e da quali motoneuroni sono innervati?

I muscoli coinvolti nel meccanismo dell'inspirazione sono: il diaframma, i muscoli intercostali esterni, i muscoli elevatori delle coste, i muscoli scaleni, i muscoli sternocleidomastoidei, i muscoli estensori del capo, i muscoli pettorali, il muscolo gran dorsale e il muscolo gran dentato. Il diaframma è il principale muscolo inspiratorio ed è indispensabile per la respirazione; è posto fra il torace e l’addome, ha la forma di una cupola e, contraendosi, si abbassa, espandendo il diametro verticale, antero-posteriore e trasverso della gabbia toracica. Durante l’inspirazione, pertanto, il torace si dilata in quanto le coste si sollevano e il diaframma si abbassa. Il diaframma è innervato dal nervo frenico, con fibre di motoneuroni situati a livello C1-C3; i muscoli intercostali ricevono fibre da D1 a D12, gli addominali da D8 a D12 e gli altri muscoli accessori della respirazione dai metameri cervicali C4-C8.

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Come si modifica il meccanismo della respirazione dopo una lesione spinale?

In caso di lesione incompleta tra C1 e C3 vi può essere una compromissione della funzionalità diaframmatica con severe ripercussioni sulla dinamica ventilatoria. Se non è possibile raggiungere l’autonomia respiratoria, si rende necessario il supporto di un ventilatore meccanico, a volte solo per qualche ora al giorno. La tosse, inoltre, è assolutamente inefficace e il paziente necessita di assistenza per eliminare all’esterno le secrezioni tracheo-bronchiali (catarro). Una lesione tra C4 e C8 non compromette l’attività del diaframma, per cui l’autonomia respiratoria potrà essere raggiunta (anche se dopo un certo periodo di tempo). La paralisi della muscolatura accessoria

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Perché, nella persona con mielolesione, va posta particolare attenzione al problema della tosse?

Come si è visto, sono molti i muscoli che, durante la respirazione, entrano in gioco per espandere la gabbia toracica e, quindi, per consentire ai polmoni di ossigenarsi. Dopo una lesione cervicale o dorsale alta, la respirazione non riesce più a essere profonda e regolare come prima e anche l’atto del tossire diventa molto difficoltoso. L’inefficienza del meccanismo della tosse favorisce il ristagno delle secrezioni normalmente presenti nei polmoni, e ciò può costituire un terreno ideale per la crescita dei batteri. Per impedire che questo accada, occorre adottare ogni accorgimento atto a migliorare l’efficacia della tosse. Uno dei più pratici è quello di creare con le mani una pressione al di sotto del diaframma (nel caso in cui siano deficitari i muscoli addominali): un paraplegico è in grado di effettuare questa manovra da solo, mentre un tetraplegico può aver bisogno dell’aiuto di una terza persona (un addetto all’assistenza, un familiare, il caregiver).​

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Quali accorgimenti vanno osservati per prevenire le infezioni dell’apparato respiratorio?

Per prevenire le infezioni respiratorie, possono essere sufficienti alcuni piccoli accorgimenti. Fare attività fisica: l’esercizio migliora la circolazione sanguigna e quindi permette lo scambio di una maggiore quantità di ossigeno. Non fumare: la nicotina irrita la parete bronchiale, paralizza le ciglia della mucosa che servono a “spazzolare” il catarro e le particelle estranee verso l’alto (per facilitarne l’espulsione), quindi favorisce le infezioni e rende più difficoltosa l’espettorazione delle secrezioni. Evitare l’esposizione ad agenti patogeni: vivere in ambienti puliti, limitare il contatto diretto con persone affette da infezioni respiratorie e fare attenzione agli sbalzi termici, perch

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Come si riconosce e come si cura un'infezione respiratoria?

Un'infezione respiratoria è contrassegnata da una serie di sintomi quali: aumento delle secrezioni bronchiali (catarro); affaticamento; febbre; brividi; tosse; difficoltà respiratorie, respiro affannoso (dispnea) o rumoroso (gorgogliante), e senso di "congestione" (peso) a livello toracico; cambiamento di colore del muco verso il giallo, il verde o il bruno-rossastro. Di fronte alla presenza di questa sintomatologia, è necessario ricorrere prontamente al proprio medico di fiducia e iniziare una terapia adeguata. Il trattamento farmacologico (a base di antibiotici, fluidificanti, antipiretici, broncodilatatori) deve SEMPRE essere effettuato ESCLUSIVAMENTE su prescrizione del medico. Bronchiti e broncopolmoniti, in particolare nei pazienti tetraplegici, possono determinare gravi episodi di insufficienza respiratoria, che spesso richiedono il ricovero ospedaliero, a volte anche in rianimazione, e il supporto della ventilazione meccanica.

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Esistono altre possibilità di intervento per aiutare la dinamica respiratoria?

Un intervento di fondamentale importanza è quello di effettuare periodicamente cicli di fisioterapia respiratoria: ginnastica diaframmatica, esercizi di espansione toracica, esercizi di espirazione forzata, drenaggio posturale (il paziente deve essere posizionato in modo che il bronco di un determinato segmento polmonare assuma una direzione verticale e verso il basso, facilitando così l’eliminazione, grazie alla gravità, delle secrezioni bronchiali), percussioni, vibrazioni, succussioni (tecniche che favoriscono il distacco delle secrezioni dalla parete dei bronchi), assistenza manuale alla tosse, riallenamento muscolare specifico. Alcune di queste manovre possono essere apprese dal paziente e dal caregiver per poter essere ripetute in maniera sia preventiva che

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